il New York Times esplora la Puglia. “Perfetta per lasciarsi trasportare”, è l’apertura del servizio.

L’aveva inserita (unica in Italia insieme alla Liguria) tra le 52 mete da visitare nel 2019 e la recensione dopo la classifica non tradisce le aspettative. Il New York Times esalta la Puglia con un articolo nella sezione Viaggi, nella rubrica a firma di Sebastian Modak. L’autore sta visitando tutte le località segnalate dal giornale e dopo il golfo Paradiso vicino Genova è il turno della nostra regione, definita “il posto perfetto per lasciarsi trasportare”.

Si parte con un’esaltazione di Lecce, “un capolavoro barocco di una città fatta di calcare giallo limone, spesso definita ‘la Firenze del Sud’. Ma confrontare la Puglia con qualsiasi altro posto significa farle un danno”. “Nei sei giorni passati in giro – scrive Modak – ho trovato un posto troppo complesso e vario per racchiuderlo in una semplice definizione”. Arrivato all’aeroporto di Bari e diretto con calma verso Lecce, ecco la “splendida Martina Franca, costruita su un’altura che si affaccia su vigneti e ulivi” in cui le responsabilità del pranzo sono state messe nelle mani di un gentile cameriere, tra orecchiette con le rape, fave e cicorie e capocollo, con tanto di “food coma” (sonnolenza post prandiale) dopo ogni puccia.

“In uno stato trasognante” attraverso la Puglia si è ritrovato in sentieri sterrati, città-fantasma e piccoli paesi “in cui era difficile trovare persone sotto i 70 anni”, perdendosi tra i vicoli e lasciandosi trasportare dall’istinto per trovare belle spiagge. “Ho a malapena grattato la superficie di una regione che contiene in sé un’altra regione – continua Modak – e che avrebbe meritato visite ripetute”. E a proposito delle coste e di spiagge sabbiose o di scogli a poca distanza: “Ho sentito un nome ripetuto tantissime volte: Polignano a Mare. Ci sono stato in un weekend, ma era troppo affollata e allora ho guidato fino a San Vito, dove c’era meno folla e la spiaggia era piena di barche colorate, con un’abbazia del decimo secolo come sfondo”.

Poi è il turno dei trulli (“troppo affascinanti per essere veri”), Valle d’Itria, Alberobello, campagne e masserie, con poesie, aneddoti e leggende sui cavalli, l’incontro dei due mari a Santa Maria di Leuca, accoglienza e cucina dai sapori sofisticati, ma dalla preparazione semplice. I consigli specifici? Affittare un’auto per girare in libertà e non perdersi le bombette a Martina Franca e i pasticciotti a Lecce. “La Puglia ha un po’ di tutto – conclude – e sei giorni sono stati troppo pochi. Ma sono stati perfetti per trasformare quello che poteva essere uno sprint in una rilassante passeggiata”.

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